Organi sociali e Statuto

Presidente

Franca Pelucchi

Direttivo

Angelica Canevari

Caterina Fasolini

Cinzia Paglia


Statuto dell’Associazione GenovaFa

Approvato dall’Assemblea dei Soci il 30 Giugno 2013

Articolo 1.

E’ costituita, ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n.383 e della legge regionale 24 dicembre 2004, n.30, del regolamento regionale 20 ottobre 2005, n. 1 e successive modifiche l’Associazione di Promozione Sociale denominata “GenovaFa” (originariamente costituita come Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale – ONLUS.)

Articolo 2. Sede dell’Associazione

La sede dell’Associazione è in Genova, piazza Rossetti 3a /1. Il trasferimento della sede dovrà essere effettuato con deliberazione dell’assemblea straordinaria da adottarsi con la maggioranza stabilite per le modifiche statutarie. Il Consiglio Direttivo potrà istituire uffici e stabilire la sede della direzione dell’Associazione anche in locali diversi da quelli della sede sociale.

Articolo 3. Durata dell’Associazione

La durata dell’Associazione è stabilita sino al 31 dicembre 2023 e potrà essere prorogata una o più volte con deliberazione dell’Assemblea da adottarsi con le maggioranze stabilite per le modifiche statutarie.

Articolo 4. Scopo dell’Associazione

L’Associazioni non ha fini di lucro. Scopo dell’Associazione è lo svolgimento dell’attività nei settori di tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, della formazione e della promozione della cultura e dell’arte. L’Associazione pertanto intende attuare: l’adozione di iniziative a sostegno dell’immagine della città di Genova e della Liguria e dello sviluppo della sua vocazione turistica anche attraverso la valorizzazione degli elementi della tradizione e della storia locale, con particolare ma non esclusiva attenzione agli aspetti della presenza e del contributo femminile. A titolo esemplificativo l’Associazione potrà tra l’altro:

– Promuovere un’organizzazione per l’offerta di alloggi ai turisti con la formula bed & breakfast, stabilendo gli opportuni accordi con associazioni e cooperative di lavoro o servizi ed operatori in genere, al fine di assicurare la maggior par qualità e diffusione del servizio offerto ai turisti, e di favorire la formazione e l’occupazione degli addetti turistici specializzati;

– Promuovere l’organizzazione di un premio letterario genovese, stabilendo gli opportuni accordi con editori, autori, enti, istituzioni al fine di assicurare il maggior prestigio e diffusione all’iniziativa;

– L’Associazione potrà, per il perseguimento dei propri scopi compiere ogni sorta di operazioni strumentali e promozionali: dare adesione ad altre associazioni; contribuire all’attività di comitati, fondazioni, associazioni, enti di beneficenza, istituzioni pubbliche e di interesse pubblico; promuovere l’organizzazione di concorsi, premi, lotterie, mostre e fiere subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni; promuovere l’organizzazione di convegni,manifestazioni, iniziative didattiche e culturali; stipulare contratti di sponsorizzazione e simili.

– Le attività dell’Associazione rivolte all’offerta di beni o servizi saranno comunque limitate a quelle strettamente ausiliarie ai fini del perseguimento degli scopi di natura ideale propri dell’Associazione.

I proventi eventualmente ricavati dale attività poste in essere dall’Associazione non potranno, in nessun caso, essere ripartiti fra gli associati, anche in forme indirette.
L’Associazione si avvale prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri Associati per il perseguimento dei fini istituzionali.

L’Aassociazione può, inoltre, in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati.

Articolo 5. Associati

L’Associazione è aperta all’adesione degli Associati, persone fisiche, giuridiche, associazioni ed enti che ne condividono gli scopi, da valutarsi dal Consiglio Direttivo, utili al perseguimento dei fini dell’Associazione. Per l’ammissione di nuovi associati occorrerà la preventiva deliberazione di consenso dello stesso Consiglio.

Articolo 6. Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione, l’Assemblea degli Associati, il Consiglio Direttivo e il Presidente. Le cariche sono gratuite.

Articolo 7. Assemblea degli Associati

Gli Associati formano l’Assemblea. L’Assemblea è convocata dal Presidente. Per la validità della sua costituzione e delle sue deliberazioni in prima convocazione è necessario che siano presenti o rappresentati almeno metà degli Associati e le deliberazioni saranno prese a maggioranza di voti. In seconda convocazione l’Assemblea sarà valida qualunque sia il numero degli associati e dei voti e delibererà sempre a maggioranza semplice. Per le deliberazioni concernenti le modifiche statutarie sarà necessario il voto di almeno due terzi degli associati. L’Assemblea si radunerà almeno una volta all’anno. Spetta all’Assemblea deliberare in relazione:
– all’approvazione del Bilancio consuntivo e preventivo;
– alla nomina del Consiglio Direttivo;
– all’approvazione e alla modificazione dello statuto e di regolamenti e su ogni altro argomento che il Consiglio Direttivo intendesse sottoporre all’approvazione dell’assemblea.
– all’adozione di ogni iniziativa che comporti l’assunzione di impegni di spesa a carico dell’Associazione, salva la facoltà di delegare al Consiglio Direttivo l’esecuzione di tale delibera, conferendo allo stesso mandato per l’attuazione di quanto deliberato, con il potere di assumere obbligazioni a nome dell’Associazione nei limiti della spesa preventivata.
– assemblea è convocata mediante avviso scritto da inviarsi via email o posta ordinaria almeno dieci giorni prima della data dell’Assemblea.
– ogni Associato può farsi rappresentare da un altro associato mediante delega scritta.
– un Associato non può rappresentare più di un altro associato.
– ciascun Associato ha diritto ad un voto

Articolo 8. Consiglio Direttivo dell’Associazione

Il Consiglio Direttivo è composto da un numero di membri compreso tra tre e cinque, ed elegge nel proprio ambito il Presidente dell’Associazione. Il Consiglio Direttivo si riunisce su convocazione del Presidente, ad iniziativa di questo, ovvero di anche un solo degli altri membri del consiglio, e delibera validamente con la presenza ed il voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti. In caso di parità di voti, Il Consiglio direttivo nei quindici giorni successivi convocherà, l’Assemblea per deliberare sulla questione. In caso di dimissioni o grave impedimento di alcuno dei membri, il Consiglio Direttivo può cooptare il sostituto che rimarrà in carica fino alla prima assemblea successiva, che provvederà a ratificare la cooptazione od a nominare il sostituto sino alla scadenza del Consiglio. La durata della carica è triennale. Le dimissioni e la revoca dei membri del Consiglio Direttivo hanno effetto immediato. Nel caso di impossibilità di funzionamento del Consiglio Direttivo, ove occorra assumere decisioni con carattere di urgenza incluse quelle e che comportino l’assunzione di obblighi a carico dell’Associazione) e non possa riunirsi l’Assemblea in breve termine, potrà provvedere il Presidente, ovvero, nel caso di impedimento o revoca o dimissioni di questo, il più anziano dei membri del Consiglio Direttivo. Salvo diversa delibera dell’Assemblea, ai membri del Consiglio Direttivo non è dovuto compenso. Il consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per l’ordinaria e straordinaria amministrazione dell’Associazione, nel rispetto dei limiti stabiliti dal presente Statuto.

Articolo 9. Rappresentanza

La rappresentanza dell’Associazione compete al Presidente. Il Consiglio Direttivo può concedere deleghe a uno o più dei suoi membri, determinandone i limiti. Nei limiti della delega, i componenti del consiglio che hanno ricevuto la delega, per gli atti ad essi delegati, avranno la rappresentanza dell’Associazione.

Articolo 10. Patrimonio dell’Associazione

Il patrimonio dell’Associazione è costituito:
– dalle somme versate dagli Associati o da terzi a titolo di quota annuale e/o contributo:
– dai proventi dell’attività dell’associazione e dai beni acquistati con tali somme per realizzare le finalità dell’Associazione medesima;
– da eventuali erogazioni liberali, donazioni e lasciti;
– da contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
– contributi dell’Unione Europea e di organismi internazionali;
– entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
– proventi delle cessioni di beni e servizi agli Associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
– entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
– altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.

Articolo 11. Contributi

Gli Associati sono tenuti a versare un contributo all’atto dell’adesione all’Associazione determinato dal Consiglio Direttivo il quale provvederà periodicamente ad adeguare l’importo del contributo stesso da versarsi da parte di eventuali nuovi associati, in rapporto alle variazioni del potere d’acquisto dell’euro.

Il Consiglio direttivo determina in occasione dell’Assemblea l’ammontare della quota annuale che gli Associati dovranno versare per l’anno successivo

Articolo 12. Esercizio

L’esercizio annuale dell’Associazione si chiude al 31 dicembre di ogni anno. Il Consiglio direttivo sottopone all’Assemblea,entro quattro mesi successivi, prorogabili a sei mesi in caso di necessità, il bilancio consuntivo dell’esercizio passato e del bilancio preventivo per l’esercizio in corso. E’ esclusa ogni ripartizione di utili agli Associati. Gli Associati sono tenuti a ripianare immediatamente ogni eventuale perdita ed a costituire congrui accantonamenti per ogni eventuale rischio di perdita, che avessero ad emergere nel corso dell’esercizio, a semplice richiesta del Consiglio Direttivo ( senza attendere la riunione assembleare per l’approvazione del bilancio).
Eventuali avanzi di gestione dovranno essere investiti a favore delle attività istituzionali previste dallo Statuto o comunque afferenti al suo Scopo.

Articolo 13. Recesso ed esclusione di un associato

Ognuno degli Associati può liberamente recedere dall’Associazione in ogni tempo. L’esclusione di un associato può venire soltanto per gravi motivi. Il recesso e l’esclusione non hanno effetto relativamente agli obblighi sorti a carico dell’Associato per il versamento di contributi o il ripianamento di perdite con il riferimento al periodo di tempo anteriore al recesso o all’esclusione. Gli Associati che abbiano receduto o siano stati esclusi dall’Associazione o che comunque abbiano cessato di partecipare all’Associazione, e i loro aventi causa, non possono ripetere i contributi versati e le prestazioni effettuate, e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

Nell’eventualità in cui gli Associati omettano di versare la quota di adesione annuale per oltre due anni, il Consiglio direttivo avrà facoltà di escluderli dall’Associazione. Tale esclusione dovrà essere comunicata per iscritto agli interessati e dovrà essere formalizzata in sede di Assemblea.

Articolo 14. Intrasmissibilità della partecipazione

La qualità di Associato non è cedibile e non si trasmette agli eredi.

Articolo 15. Scioglimento e liquidazione

L’Associazione si scioglie:
– per il venir meno della pluralità degli Associati;
– per l’impossibilità di conseguimento dello scopo sociale;
– per la protratta impossibilità di funzionamento degli organi sociali;
– per effetto di delibera dell’Assemblea.
La deliberazione di scioglimento dell’Associazione è assunta dall’Assemblea in convocazione straordinaria, con il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci.

L’Assemblea che delibera lo scioglimento dell’Associazione nomina uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio che residua dalla liquidazione stessa.

In caso di scioglimento, cessazione o estinzione, l’Associazione, dopo la liquidazione, ha l’obbligo di devolvere il patrimonio residuo a fini di utilità sociale.

Articolo 16. Controversie

Per qualunque controversia tra Associati, o tra uno o più Associati e l’Associazione, sarà esclusivamente competente il Foro di Genova.